Il marketing delle piccole cose

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Ogni giorno abbiamo qualcosa di nuovo da imparare. Soprattutto da chi non ci saremmo mai aspettati di poter ricevere degli insegnamenti. Me lo ricordava spesso mio nonno e devo dire che non avesse poi tutti i torti.

Qualche giorno fa leggevo un bel post di Seth Godin, Ridiculous is the new remarkable, sul fatto che in un mercato saturo e caratterizzato da un overload informativa non basta spingere in pubblicità per essere notati. Quando un prodotto o un servizio sono “remarkable“, degni di nota, la logica della promozione lascia il posto alla magia del passaparola spontaneo.

La domanda da un milione di dollari che si pone qualsiasi responsabile marketing è quindi: come faccio a farmi notare? In che modo i miei prodotti possono essere degni di nota?

Qui entra in gioco il meccanico di un’autofficina di Roma in cui alcuni mesi fa ho fatto una revisione. In che modo, direte?

Rientrando a casa ieri sera trovo nella cassetta della posta un biglietto d’auguri, graficamente discutibile, ma firmato a mano con una biro. Nulla di preconfezionato, quindi. Un pensiero spontaneo e INATTESO da qualcuno che sinceramente neanche ricordavo di aver mai incontrato e che sarebbe rimasto nell’anonimato fino a ieri.

Pensate che dietro l’operazione ci sia un reparto marketing, analisi e ore di riunioni, previsioni di vendita, report, intuizioni grafiche e ritocchi Photoshop? Nulla di tutto questo. Solo un pizzico di attenzione nei confronti di chi ci ha scelto. Il marketing è fatto anche di piccole cose.  Un gesto umano e vero può essere remarkable. Dovremmo ricordarcelo più spesso. Buon Natale anche a Voi!

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