Difetti di comunicazione

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Un foglio bianco è una poesia non detta. Ricordo di averlo letto da qualche parte. Non so dove. Quanta verità c’è in questa affermazione? Uno spazio bianco è un’interruzione nel processo di assimilazione delle informazioni. Può raccontare meraviglie. Può anche aprire il fianco a aberrazioni spontanee.

Quando vuoi comunicare con qualcuno, indipendentemente dallo strumento che hai deciso di utilizzare, sia esso una mail, un tweet, una pagina Facebook o un cartellone pubblicitario tradizionale, sappi che il messaggio visibile è solo una porzione di quello che stai dicendo.

Esiste una zona sconosciuta, remota, irrazionale alla quale spesso non si presta attenzione. Un mondo che si crea autonomamente nella testa dei nostri interlocutori rimbalzando tra intrecci spontanei, collegamenti a tutto ciò che è esperienza, passato personale. Il non detto assume un valore determinante nella definizione dell’interpretazione del messaggio.

Gestualità, espressioni, toni e interiezioni che intervengono nelle relazioni personali colmando il gap comunicativo diventano il nostro tallone d’Achille quando ne presupponiamo l’intervento in contesti che non ne prevedono la presenza. Pensa a quello che dici. Ma fa attenzione a quello che stai dicendo omettendo.

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