Di metriche, risultati e altre cose ragionevoli

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Quando si parla di risultati sono dell’idea che se non puoi definire dei numeri non puoi assegnare un valore al tuo lavoro.  Le metriche servono fondamentalmente a questo. Verificare un punto di partenza. Definire un punto di arrivo. Valutare la qualità di ciò che si è fatto.

Perché un numero possa assumere valore, per domanda e offerta, è determinante che sia qualcosa di ragionevole. Ragionevole sulla base di una comparazione con qualcos’altro, un pregresso, un competitor, una tendenza. Cosa si assegna all’aggettivo ragionevole quando la base di calcolo diventa l’infinito?

Nell’era digitale, dice Seth Godin, molti di noi (penso a chi fa web marketing) si trovano faccia a faccia con l’opportunità di cogliere ciò che è illimitato.

Qual è un numero ragionevole di follower Twitter?

Qual è il numero ragionevole di fan per una pagina Facebook?

La domanda non è tanto quanto saremmo disposti a pagare pur di raggiungere l’infinito (il totale delle opportunità che ci offre il web) ma che prezzo saremmo realmente disposti a pagare ora che qualsiasi risultato non è mai abbastanza.

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