Il mondo delle “agenzie” di comunicazione può ancora funzionare?

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Pare che sia un argomento di gran moda. E’ inevitabile. Il web sta diventando la culla della disintermediazione mettendo in dubbio regole e processi del fare comunicazione (digitale e non).

Il web è un campo rigoglioso in grado di coltivare opportunità per chiunque. Un punto d’unione tra domanda e offerta in cui non c’è più spazio per gli intermediari. Una cassa di risonanza per singolarità e personal branding.

Sia che tu sia un designer, un copywriter, un consulente o quant’altro, la morfologia del web fa sì che si vengano a creare spazi d’interazione entro cui veicolare competenze e dare risposta alla massa di emozioni (ed esigenze) che viene dal mercato.

La domanda sorge naturale. In questo spazio, il modello “agenzia” può ancora funzionare? Valeria Maltoni dà una risposta secca. “Is the agency model broken? I think it is”. Probabilmente è vero e l’argomentazione non dà scampo a ripensamenti.

Il mondo delle agenzie di comunicazione, con i suoi processi, le sue forzature, l’autoreferenzialità, la mancanza di flessibilità non è un modello attuale in un mondo fluido, rapido, continuamente in evoluzione. E’ un modello incrostato su modalità superate di vedere e vivere la creatività. Un modello poco attuale, insomma, ma che può continuare a farla da padrone. Perché?

Perché quando si parla di business la creatività è un orpello se non si ragiona in termini di soldi. Perché nella segmentazione di competenze un cliente ha bisogno di sentirsi circondato da professionisti che possano rispondere alle proprie esigenze. Anche quelle di cui non avverte l’urgenza. Perché quando acquistiamo un prodotto vogliamo che sia un contenitore di funzionalità e non una carta geografica che ci indichi quello di cui abbiamo bisogno. Vogliamo essere rassicurati, fare affidamento, concederci integralmente.

E’ forse una questione di pigrizia, di interessi, di comodità. Sarà ma è uno dei motivi per cui si sente ancora parlare di bundle, pacchetti di servizi, tutto incluso. Il modello agenzia, nonostante i suoi difetti, può ancora offrire tutto questo. Può offrire sicurezze. L’agenzia rassicura. Tu come la vedi?

One thought on “Il mondo delle “agenzie” di comunicazione può ancora funzionare?

  1. Verissimo. L’agenzia dà sicurezza (se il cliente si fida), l’agenzia dà garanzia di continuità a differenza del freelance che sparisce. L’agenzia coccola, è proattiva su più fronti/servizi/opportunità della comunicazione; il freelance è specializzato in uno/due forse tre ambiti, ma non oltre!

    Sarà che sono di parte, ma l’agenzia dà valore aggiunto rispetto al singolo professionista.

    buon lavoro, Luca!

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