Il compromesso di un consulente marketing

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Molti di noi sono quotidianamente ossessionati dal fare soldi. Provvigioni, clienti, ricchezze sono il frutto di un processo cumulativo. Sommare è il verbo con cui affrontiamo ogni fase lavorativa.

Anche chi vende marketing, per quanto lo faccia senza scrupoli, vive di mancanze. E’ una pedina di scambio nell’equilibrio a risultante zero su cui si basa l’economia del sapere. Fattura sull’ignoranza altrui.

Il mercato delle competenze, infatti, si fonda su una regola semplice e antica come il mondo: il baratto. C’è qualcuno che conosce, c’è qualcuno che necessita di quel sapere per aumentare i suoi averi.

Il campo d’azione di un uomo di marketing finisce laddove inizia il sapere degli altri. Quanto più ampie sono le porzioni di sapere da colmare maggiori saranno i suoi margini.

Non è un caso quindi che le aziende pur di ridurre questa voce di costo siano sempre più orientate ad investire in formazione. L’approccio è del tipo: pago, più o meno tanto, per non dover pagare sempre.

Basterà qualche ora di formazione di uno dei miei dipendenti più portati a farlo. Il marketing può essere un bene alla portata di tutti.

La competenza non dipende dal principio di consumo, non si distrugge. Non ha nulla a che fare con la natura esclusiva della cessione. La tua competenza non ha alcun valore se il trasferimento non prevede una privazione, ti diranno.

Vero l’informazione non si perde e non si distrugge. Ma non vive, non cresce, non converte se non alimentata costantemente. Ricordatelo quando mi chiederai nuovamente di trasferirla ad uno dei tuoi “dipendenti più portati a farlo”. Ora ditemi, quanto vale il sapere? Tra orgoglio e necessità non saprei cosa rispondere.

One thought on “Il compromesso di un consulente marketing

  1. Un’azienda per la quale lavoravo decise che dovevo “formare” le dipendenti migliori nell’arte di rimpinguare il sito aziendale ed i blog di contenuti “seo”. Dopo aver trascorso diverse ore facendo formazione, con fatica loro (nel frattempo le allieve dovevano gestire le loro mansioni quotidiane) e mia (sfido chiunque a formare gente con livello di motivazione pari a zero), la mia permanenza in quell’azienda si è, come dire, conclusa.
    La storia tuttavia non finisce così: un anno e mezzo dopo, scopro che le mie mansioni, smembrate, passatemi il termine, fra le mie colleghe, sono state trasferite ad una super agenzia specializzata in seo content, chiudendo il cerchio.

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