SEO: sei veramente un esperto?

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Il web è percezione e dove non arrivano le conoscenze è più facile che attecchiscano credenze e superstizioni. Chi si occupa di web marketing sa bene che un buon venditore potrebbe spacciarsi per un esperto SEO sfruttando la giustificata scarsa predisposizione all’argomento da parte di amministratori e responsabili marketing. Come fare per distinguere un professionista da un millantatore? Come scegliere coscientemente una seo agency per migliorare il posizionamento sui motori di rircerca del proprio sito web?

Ian Lurie di Conversation Marketing ci mostra un’intolleranza viscerale nei confronti di chi si spaccia, senza credenziali, come esperto SEO. Toni forti e poco politically correct. Come dargli torto.

In un post provocatorio e condivisibile, 10 reasons you’re not an advanced SEO, elenca 10 aspetti su cui valutare la professionalità di un consulente SEO.

SEO: cos’è advanced e cosa no?

Conoscere i Robots.txt

Conoscere come funzionano i robots non fa di te un esperto SEO così come sapere che versare dello zucchero nel serbatoio sia dannoso non fa di te un meccanico. Sapere quanto sia inutile un robots.txt se il tuo sito ha un numero impressionante di contenuti duplicati può essere già un punto di partenza.

Uso dei “nofollow”

Il Nofollow non aiuta il SEO. Riconoscerlo è già qualcosa. Conoscere tecnicamente come distribuire autorità tra le pagine di un sito web fa di te un esperto SEO.

Link building

Sapere che i link siano importanti per l’ottimizzazione sui motori di ricerca è una verità di dominio pubblico. Advanced SEO è: sapere come un link passa autorità, perché alcuni link sono migliori di altri, come trasformare un articolo in un grande generatore di link.

XML sitemaps

Creare una sitemap XML per comunicare a Google gli aggiornamenti al tuo sito web è un’attività che richiede 10 minuti. Chiunque, anche il tuo stagista, potrebbe utilizzare uno dei tanti Sitemap Generator, esportare e importarla nel Webmaster Tool.

Sapere cosa sia il crawl budget (il numero di pagine che uno spider indicizza ogni volta che visita il tuo sito) e come calcolare quello del proprio sito è differente.

L’ottimizzazione per motori di ricerca non si riduce in un computo di attività preconfezionate così come in molti ultimamente si sforzano di far sembrare. Come se la scelta delle keywords, l’analisi del mercato, l’ottimizzazione del codice, la definizione di una strategia per citare le più inflazionate, fossero delle attività che chiunque è in grado di sostenere.

La tendenza è quella di evitare le gradazioni mettendo in un unico calderone differenti livelli di astrazione, capacità tecnica, visione strategica, creatività. Nell’era della democratizzazione dei saperi la specializzazione è una qualità che ognuno dovrebbe difendere.

Leggere sentenze di questo tipo in merito al SEO, “Fare ottimizzazione on-site è un’operazione relativamente semplice, per non dire naturale” oppure “Ecco, per tutte queste attività il contributo di un’agenzia SEO è relativamente a basso valore aggiunto”, non può far altro che male al mercato e sminuire un mestiere che richiede professionalità ed esperienza.

Il SEO in Italia non è morto. Affermare il contrario rischia di intaccare la credibilità di chi ci lavora e le potenzialità del web marketing per il business. Non si può far passare il SEO per un giochetto da ragazzi. Abbiamo visto che non è proprio così.

In molti sanno guidare una moto, non tutti vincono sei campionati mondiali in nove anni. A voi la scelta.

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