Se tu non leggi perché dovrei farlo io?

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Nella sua lucida analisi sullo stato dell’editoria libraria ne I barbari, Baricco afferma che la maggior parte di quelli che oggi comprano libri non sono lettori. Una visione che supera il luogo comune, “la gente non legge più”, ed inserisce la mutazione in atto all’interno di una dinamica in cui il libro è solo una parte della sequenza, un’appendice di narrazioni provenienti da territori estranei alla letteratura tradizionale.

Un concetto che si adatta all’intero mondo dell’editoria, e non solo. Soprattutto perché la tendenza a sacrificare la qualità con il dinamismo della commercializzazione deriva da una sorta di democratizzazione del campo del desiderio. Territori destinati o riservati a cerchie ristrette vengono ora attraversati in maniera incondizionata. Positivo o no, è ciò che sta avvenendo. Possiamo solo registrarne i fatti.

Quello che lascia un po’ d’amarezza è che giornali e libri stanno diventando il giocattolo, il passatempo di chi non sapendo cosa farne, li mescola indiscriminatamente alle proprie attività di business quotidiane. Al punto da confessarvi che raramente gli capiti di sfogliare il prodotto editoriale che vende. Se tu non utilizzi i tuoi prodotti perché dovrei farlo io? Ma forse è solo una delle tante strategie di marketing del futuro a cui non siamo ancora pronti.

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