Il marketing degli ideali (corrotti)

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E’ una vera e propria guerra informatica quella che si sta consumando nei confronti di Mastercard, Paypal, Visa ed altre società che hanno deciso di boicottare Wikileaks bloccando le donazioni nei confronti dell’organizzazione.

A cosa porterà tutto questo? Per ora non possiamo saperlo. Ma come dice James Moore sull’Huffington PostI am Julian Assange. I want to know.

L’azienda, ancor prima di vendere, deve poter (e saper) promuovere ideali. Il brand, alla stregua di ogni individuo, si trova a dover fare delle scelte. La vita stessa è una continua presa di posizione, uno streaming di decisioni.

L’idea di marca deve sapersi trasformare in ideale“, dice Paolo Iabichino.

Beh, se “il massimo che un brand è in grado di fare…per contribuire a fare di questo posto un mondo migliore” è quello di boicottare l’azione di chi promuove la trasparenza, è bene che ne paghi le conseguenze. Ogni individuo, spero, ha bisogno di ideali in cui credere. Se il brand al quale ci si affida non li rispetta, preferisco rinunciarvi.

Voi siete ancora in grado di indignarvi? Beh io si. Per quanto possa contare, bye bye Paypal.

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