Ryanair e il marketing della tortura

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La vendita non ammette mezze misure. In questo Ryanair è un evangelist diligente e preparato. La vendita è anche predisposizione fisica oltre che mentale. Ed allora perché non puntare su hostess e steward avvenenti e gentili?

Ultimamente ho utilizzato spesso l’aereo per spostarmi e non ho potuto fare a meno di notare come la compagnia aerea low cost stia progressivamente trasformando le fusoliere in mercatini per la vendita degli articoli più bizzarri.

Hostess visibilmente a disagio che promuovono calendari sexy, sigarette senza fumo, biglietti della lotteria, SIM ed una serie di altre cineserie al limite dell’inverosimile.

Sull’ultimo volo mi sono addirittura ritrovato a scommettere con altri passeggeri sulla natura dell’oggetto che di li a poco ci avrebbero proposto. Non mi meraviglierei quindi se, in futuro, una formazione commerciale sarà tra le competenze necessarie per diventare hostess di volo.

Scherzi a parte, vendere significa anche occupare spazi sociali. Perché non intasare quello claustrofobico di un volo di linea e sparare su obiettivi in trappola? L’esposizione forzata come tecnica di vendita.

Per il cliente, invece, il risparmio resta un compromesso. O meglio, una scelta obbligata. Al momento le alternative non ci sono. Allora viva il marketing della tortura.

One thought on “Ryanair e il marketing della tortura

  1. Son d’accordo.
    E a dire il vero, la cosa più fastidiosa è che hanno cominciato a fare reclame impossibili durante il volo.
    L’ultima volta mi ero addormentato beatamente e sono stato svegliato in malo modo dal volume esageratamente alto dei altoparlanti. “Gratta e vinci con Ryanair”. Avrei voluto uccidere tutto il personale, poi ho pensato che non è colpa loro… e quindi sto progettando di colpire il marketing.
    Anzi.
    Di torturarlo a sua volta.
    🙂
    Matteo

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