Strategie di marketing per librai

Standard

Qual è il valore delle nostre convinzioni? Fino a che punto ci si può spingere senza che si trasformino in cecità? E’ quello che mi son chiesto, durante un convegno dedicato agli ebook, quando un libraio ha esordito affermando che quelli che aveva difronte non erano i suoi lettori. Siete una platea troppo “tecnologica”.

I miei lettori non compreranno mai un ebook. Il mio lettore è quello con cui scambio opinioni, con cui prendo un caffè,  che cerca consigli, che vede il libro come qualcosa di cui può ancora avvertirne il possesso. E’ colui che dal libro pretende un’esperienza sensoriale.

Indubbiamente. Ma è una merce in via di estinzione. Al di là dell’abbaglio palese (chi sono i lettori forti in Italia?) esiste una tendenza, tutta italiana, ad esorcizzare il nuovo, a valutarne difetti e conseguenze negative. Aspettiamo che la tempesta passi e che Dio ce la mandi buona.

Nel caso delle librerie, come accennava Antonio Tombolini, l’ebook potrebbe risolvere un problema atavico e determinante, quello legato alla disponibilità degli spazi espositivi. A quale titolo riservare maggiore visibilità? Come far convivere urgenze e pressioni editoriali con le scelte personali del libraio nella promozione dei titoli?

Risposta: da un maxi-schermo si potrebbe accedere ad una libreria potenzialmente infinita. Ma è solo un esempio, quello più scontato. Il mercato editoriale, già di per sé ostico, richiede impegno, disponibilità a cambiare ed un atteggiamento che sappia cogliere le opportunità dei nuovi supporti tecnologici.

Le idee verranno. Ma l’autolesionismo, ahimè, non è una strategia di marketing vincente. Sempre che non mi sbagli.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

thirteen − 11 =