Internet non esiste

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Non è solo una provocazione. Bisogna iniziare a lavorare sulle parole. Perché le parole creano il senso di ciò di cui stiamo parlando. Iniziamo definendo cos’è Internet. Internet non è uno strumento come si vuol far credere. Così come non può essere un fine.

E’ solo un’illusione da un lato, un errore consapevole frutto dei social network e della sbornia 2.0 dall’altro. Un’abile macchinazione del marketing e di quanti desiderino esaltarne le capacità di promozione al fine di vendere l’arma che sanno maneggiare con disinvoltura.

Nella sua fluidità Internet non si presta a categorizzazioni. Anche perchè domani potrebbe essere qualcosa di completamente diverso da quello a cui siamo abituati oggi.

Dice bene Carlo Infante , e lo sottolinea più volte nel corso di ToscanaLab, che internet è un ambiente. Bisogna prestare attenzione alla semantica delle parole. Corriamo il rischio di perdere di vista l’obiettivo ed andare “fuori tema”.

Allora cos’è internet? Niente più di una piazza, una strada, la stanza arredata IKEA in cui ospitiamo gli amici o il retro di una bottega dalle pareti avvinazzate. Internet oggi è un luogo come tanti. La scenografia delle nostre relazioni, degli scambi culturali, commerciali.

Gli strumenti, per coloro che necessitano di una sana materialità per orientarsi nel mondo della rete, sono le applicazioni o le piattaforme che vi forniscono una percezione masticabile di quello che state facendo. Pensate a Twitter, Facebook o Gmail come alla vostra auto o al macellaio che incarta il macinato per la cena.

Internet non esiste. Faremmo bene a ricordarlo e pensare a quello che possiamo fare per noi stessi. Siamo noi lo strumento del cambiamento. E come italiani abbiamo molto da dare visto che ancora non lo abbiamo fatto. Largo alle idee, quindi. Internet potrà solo rifletterne bontà o difetti. Buona fortuna!

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