INQ1, un mese con il telefonino sociale

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E’ novembre, apro la pagina Twitter ed una comunicazione recita “sei stato scelto come beta tester di INQ1. Ringrazio ed invio i miei dati a @3italia. Dopo una decina di giorni, uscito dall’ufficio, intravedo dallo specchietto retrovisore il corriere SDA. Capisco che ha qualcosa per me. Scendo, m’inzuppo dalla testa ai piedi ma per una volta posso fregiarmi delle accortezze della dea bendata.

Tra le mani ho un cubo dai colori sgargianti ed una sorta di geisha che scruta i miei movimenti. Interessante ed accattivante, penso. Ottimo packaging. All’interno oltre al cellulare ed agli accessori ordinari, alcune placche cartonate dai colori accesi riassumono efficacemente in poche parole quello che farebbe un anonimo manuale di istruzioni.

Ma veniamo all’INQ1. Il telefonino non a caso definito “social” si caratterizza per la sua propensione alle attività web. Grazie ad un’interfaccia grafica intuitiva e snella è possibile accedere facilmente a Facebook, Messenger o Skype (anche se l’applicazione Facebook a volte procede a singhiozzo). Esteticamente nulla di mirabolante, soprattutto per la risoluzione del display. Di contro INQ1 denota una praticità d’uso che non ha nulla da invidiare altrove.

Sul display possono essere aggiunti dei widget personalizzabili, Google, ricerca Yahoo, orario, meteo ed alcuni Feed RSS mentre sul fondo un carosello permette di lanciare e muoversi tra le applicazioni aperte.

La scocca è solida e compatta. Slide dai movimenti fluidi e grande maneggevolezza. In generale l’INQ1 sembra resistente. Molto resistente. Vi spiego perché.

Uscito dall’ufficio in una giornata di pioggia incessante (per la serie le situazioni si ripetono), entro in auto ma non trovo il cellulare. Esco, rientro in ufficio, scendo e poi risalgo. Percorro nuovamente le scale. Poi mi fermo e penso. Era nel taschino del giubbotto. Inizio a cercare disperatamente tra le auto che mi sfiorano. Nulla. Poi un insolito luccichio in una pozzanghera. L’INQ1 è sepolto sotto cinque centimetri d’acqua. Mi preparo al peggio. Metto in salvo la batteria. Lo asciugo. Almeno ci provo. Si accende. E’ ancora vivo. Ha superato la prova coraggio.

Oltre sarebbe inutile andare. Una sintonia anomala, insolita. Di quelle che un oggetto non potrebbe mai stimolare. Resta il fatto che in questo mese e mezzo l’INQ1 mi ha accompagnato lungo le peripezie dettate dal maltempo, tra ritardi, false partenze e treni annullati. E mi ha permesso di condividere su Twitter, grazie a Snaptu che funziona egregiamente, incazzature e delusioni.

Combinato al piano dati da 3Gb al mese sarebbe un compagno insostituibile se solo desse la possibilità di utilizzare SkypeIn e SkypeOut per ricevere ed effettuare telefonate anche verso numeri reali, fissi o mobili, e non solo utenti Skype. La qualità audio delle chiamate Skype2Skype è infatti accettabile. Ma su questo gli operatori sono ancora intransigenti. Speriamo vengano giorni migliori.

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