Social network: l’esasperazione dei numeri

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Non ho idea di cosa stia succedendo ma l’iniziale fervore nei confronti dell’evoluzione del web si colora ogni giorno di nuove fratture. Ne avevo già dato un’anticipazione la scorsa settimana. Questa volta lo spunto nasce da un post di Seth Godin che affronta per l’ennesima volta la questione del numero di Dunbar o regola dei 150. Si tratta del numero di componenti di una rete sociale che possiamo seguire cognitivamente e con cui riusciamo ad interagire.

In tutti gli altri casi la natura delle relazioni è qualcosa di diverso. La morbosa volontà di accrescere la propria rete sociale, al di là della necessità di aumentare le fonti di informazione personale, alquanto improbabile e limitata, può essere spiegata come una sorta di primato del numero sulla parola, della presenza sulla consistenza.

In quest’ottica riesco a giustificare le mie perplessità sulla relativa impossibilità tecnica che i nuovi strumenti hanno nella determinazione della permanenza e della qualità dei contenuti. La quantità ha soppiantato, o sta lentamente soppiantando, la qualità nella pratiche di socializzazione degli individui. Alla stregua della produzioni in serie di oggetti.

La repentinità con la quale le conversazioni si spostano da un argomento all’altro richiede una presenza continua, costante, attiva perchè se ne possa far parte. La presenza diventa prerogativa nella partecipazione, nel coinvolgimento, nella determinazione stessa degli argomenti. Al punto che una discussione è condivisa nella sua attualità ma diventa insignificante nel momento in cui i partecipanti sono attratti da nuovi stimoli.

C’è ancora qualcuno disposto ad ascoltare? O la necessità “impellente” di produrre, postare, uploadare di stampo industriale va applicata anche alla gestione delle relazioni interpersonali? La mole di informazioni che produciamo non rischia di precludere l’accesso a contenuti di cui avremmo effettivamente bisogno?

Al momento non saprei rispondere. Penso, spero, possa farlo tu per me.

3 thoughts on “Social network: l’esasperazione dei numeri

  1. Si dice che col social media marketing si interrompa il rapporto univoco azienda –> consumatore a favore di uno scambio. Alle aziende si chiede di “imparare ad ascoltare”, anche se è presto per aspettarci che lo facciano. Forse fra un po’ di tempo saranno le aziende ad ascoltarci, perché per adesso siamo troppo impegnati ad autopromuoverci. In una relazione utente –>azienda. Detta così, è la mia solita provocazione. Intendo dire che aziende e utenti sono impegnate in processi e missioni totalmente opposte: è quasi divertente.
    Bella la nuova interfaccia del tuo blog, mi piace.

  2. Esatto. Stiamo assistendo a due processi diametralmente opposti. Ma sinceramente non è esaltante che sia la volontà di vendita a veicolare l’attenzione nei miei confronti, per quanto sia remunerativo per le parti in causa.

    Sono contento che l’interfaccia ti piaccia, ci ho perso un intero weekend.

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