Twitter, #hashtags e nuove grammatiche

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Pensare è un’attività che richiede tempo. Molto tempo. Tanto più scrivere, che a questa vi affianca l’elaborazione logica, la sintesi e la traduzione in testo. Per non considerare le fasi, più o meno durature, della rilettura, della correzione e dell’insoddisfazione atavica dello scrittore.

Questa premessa per chiarire che (e giustificarmi), visti gli impegni di lavoro, ho faticato non poco a postare sul blog in maniera costante deviando, per ovvi motivi, ogni attenzione su qualcosa di molto più rapido e meno impegnativo: Twitter.

Ed è per questo che oggi parlerò della piattaforma di micro-blogging, dato che, come dicevo tempo fa, non puoi dirti un esperto di media sociali se non li usi.

Twitter è oramai sulla bocca di tutti, ha preso il posto di Facebook nell’agenda dei media tradizionali, ha accompagnato YouTube nell’era preistorica. Ma il momento di gloria, come per ogni nuova “tecnologia”, svanirà trascinando con se gli elogi gratuiti. Rimarrà soltanto ciò che di buono è riuscito a creare.

Tra questo, a mio avviso, non rientra l’#hashtags, un sistema di marcatura degli argomenti che Sentimento digitale, simpaticamente, rinomina il cancelletto delle libertà. Se da un lato questa nuova forma di scrittura permette di evidenziare un argomento specifico, facilitandone la ricerca in base alla pertinenza, il suo successo momentaneo è comunque legato alle dimensioni del fenomeno Twitter. Su larga scala ovviamente la diffusione di questa pratica (associare il cancelletto a quello che per noi è importante in una frase) sarà irrilevante ai fini della ricerca a causa della saturazione dei termini utilizzati o dell’uso improprio che se ne farà.

La praticità dell’hashtags è legata dunque alle fortune del sistema su cui si basa. A meno che le orde di new adopters che si trasferiranno da Facebook (sempre che lo facciano) non sorprendano blogosfera e non per un uso cosciente e collettivamente utile dello strumento che hanno a disposizione. Ma ne dubito.

One thought on “Twitter, #hashtags e nuove grammatiche

  1. Ma quando il cancelletto si satura, che si fa? si passa agli altri simboli? a una combinazione di altri simboli? quasi una targa automobilistica di simboli, un po’ emoticon?
    Comunque sì: una volta estese le pratiche alle orde, la nicchia deve affinare le tecniche di differenziazione.
    Grazie per il pingback!

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