Twitter: seguimi e ti dirò chi sono

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Sembra che le discussioni sull’utilizzo della rete seguano un andamento costante a seconda dell’influenza che esercitano all’esterno. Se fino a poco tempo fa era Facebook ad occupare l’interesse della gente, quantomeno dei media “forti”, ultimamente è Twitter ad essere balzato in testa alle programmazioni di TV e giornali.

Ovviamente l’utilizzo “politico” determinato dalla situazione iraniana ha fatto puntare i riflettori sul servizio di microblogging. Hubspot si interroga sull’essenza di Twitter, “Is Twitter a Social Network?”.

Social network o distributore di contenuti?

La forza di Twitter, probabilmente, sta nella capacità di compenetrare le peculiarità di entrambi. Piattaforma di comunicazione da un lato, utilizzata dalle agenzie e dai media per distribuire rapidamente link e contenuti verso milioni di utenti, social network dall’altro, anche se con graduazioni di partecipazione differenti rispetto alle forme classiche di rete sociale.

Affermare che Twitter stimoli le connessioni “deboli”, però, mi sembra azzardato se si osserva il fenomeno dal punto di vista della qualità delle informazioni condivise. Nel caso di Twitter, infatti, il grado di familiarità delle relazioni, spesso, è inversamente proporzionale alla qualità delle conversazioni. E l’utilizzo che se n’è fatto nel caso iraniano ne è la conferma. Milioni di utenti sconosciuti che condividono passioni, ideali, informazione libera.

Come se esistesse una relazione tra livello di confidenza e disponibilità all’investimento di se stessi nelle conversazioni. Insomma meno ti conosco più ho da farmi notare/apprezzare.

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