Facebook, Twitter, Friendfeed. “Social network, quanto mi servi?”

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In questa giornata di festa un post leggero che avevo in mente da un po’ di tempo e che ho sempre procrastinato per cercare nuovi spunti e considerazioni più dettagliate.

Quanto sono utili i social network?

L’associazione con il 25 aprile non mi sembra poi così azzardata dato che considero la rete come uno strumento di “liberazione” ed ho sempre creduto nell’equazione

informazione : (sta a) cultura = (come) autonomia : (sta a) libertà.

Spirito critico e capacità d’analisi sono il frutto di una formazione attiva e libera da condizionamenti esterni. Vi chiederete: cosa c’entra questo con i social network? Beh, c’entra e come.

Facebook, Twitter o Friendfeed (per citare i più gettonati) hanno aumentato la frequenza d’interazione tra le persone e con questo l’ampiezza di esposizione alle notizie.

Ogni scelta è un filtro.

Nella realtà ognuno opera attraverso dei filtri, dagli amici, allo sport praticato, al modo di parlare in base ai contesti, per avere maggior controllo su se stesso e sugli altri. Allo stesso modo i social network forniscono la possibilità di filtrare il maremagnum di informazione presente sul web attraverso i nodi che scegliamo di seguire.

Ovviamente, come diranno i meno integrati, le conversazioni rischiano spesso di scadere nella banalità o nel chiacchiericcio infantile. Sempre che non sia predominante, però, il rumore è una variante necessaria della conversazione. Sta a noi scegliere quale importanza dargli.

Ve lo dimostro.

L’utilità dei social network dipende anche, e soprattutto, dalle finalità per cui li utilizziamo. Se vi servono per rimorchiare potete anche interrompere la lettura (ma, se fosse così, mi meraviglio e mi complimento che siate potuti arrivare fino a questo punto). In caso contrario la praticità dei social network si risolve in una miriade di servizi in grado di soddisfare i più esigenti. Basta saper scegliere i propri nodi (infomediari).

Ad esempio potrete indagare le nuove frontiere della tecnologia seguendo gli aggiornamenti di Pandemia o, nel caso vi servano informazioni e indiscrezioni su aerei, treni e viaggi abbonarvi ai tweet di @pandemia / @lucaconti (vi assicuro un aumento nella produzione di bile). Passando per Friendfeed troverete interessanti le frustrazioni da disoccupazione (comuni) di @stefigno (a cui va la mia comprensione), le novità sul mondo dell’ebook di @tombolini, gli aggiornamenti sul web marketing di @mushin, @gluca[mini]marketing, gli spunti sul web design di @gavello,  quanto le lungimiranti discussioni sul futuro del giornalismo di @lucadebiase, @mantellini o @granieri e via discorrendo. E Facebook? Beh, sebbene abbia deciso di mantenere un utilizzo più “personale” e “privato”, le conversazioni costruttive non mancano.

Il tutto , ovviamento, condito con una buona dose di chiacchiericcio da bar. Che fa da collante e stimola la conversazione.

P.S.: non potevo, per questioni di tempo/spazio elencare tutti i miei contatti. Non me ne vogliate . Preparo la lista per il prossimo #followfriday.

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