Facebook, solo un lontano ricordo?

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Te lo aspettavi? Ma certo. Era impensabile, e sarebbe stato azzardato per Google non fare altrimenti. Solo una questione di tempo. Nei giorni scorsi Google ha svelato il suo nuovo servizio Google Profiles. Si tratta semplicemente della risposta di Google a Facebook, Twitter o MySpace e il suo ingresso ufficiale nel mercato dei social network.

Google Profiles permette agli utenti di creare un proprio profilo personale con info, esperienze e contenuti e di aggregare le proprie identità online, da Facebook a LinkedIn ad altri.

Quali sono i pericoli?

Le discussioni sui “walled garden” (giardini chiusi), sulla necessità di salvaguardare le informazioni personali e garantire la privacy degli utenti sui social network, sembrano ormai solo un lontano ricordo.

La mia preoccupazione è che l’abitudine all’uso dello strumento (Google Search) possa demolire la poca consapevolezza sui rischi per la privacy e portare le persone ad un uso inconsapevole o consapevolmente azzardato del nuovo strumento (Google Profiles).

Se Facebook, almeno ufficialmente, fa leva sulla necessità degli utenti di ritrovare ex-compagni ed amici e si predispone come sistema chiuso, Google scardina questa filosofia e tenta di creare un sistema sociale aperto puntando direttamente sulla rintracciabilità delle persone.

Ovviamente per consentire alle persone di apparire nei risultati di ricerca bisogna abilitare la ricerca del profilo attraverso il proprio nome. Insomma, come se si rendesse pubblico il proprio profilo Facebook.

Cerco il mio nome e cognome. Ma come, non sono in prima pagina?

Google risponde: “Maggiore è il numero di informazioni che fornisci, più facile sarà per i tuoi amici trovarti.” “Non lasciare che siano le persone a parlare di te”.

Nella prima pagina di risultati appaiono solo quattro profili ed in caso di omonimia vince il più completo. Sei vuoi apparire in maniera rilevante allora deivi dire tutto. Ma proprio tutto. Come dice Massimo Russo, ci mancava una bella asta sulla delazione personale. Più il tuo profilo è completo, più facile sarà per i tuoi amici trovarti, appunto.

Risultato: il controllo sulla tua identità è una pura illusione. E, se siete scaltri e lungimiranti, vi chiederete anche a cosa serviranno tutte queste informazioni. Pubblicità o promozione delle altre applicazioni sociali di Google (Blogger, FriendConnect, Checkout, Picasa)?

P.S: ho attivato anche io il profilo Google ma per ora ci vado cauto. In attesa di novità solo nome, cognome e sito web. Stay tuned.

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