Giornalista “cittadino” o cittadino giornalista?

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Tra gli argomenti discussi in questi giorni al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia non poteva mancare quello sul citizen journalism. Un’espressione che in Italia stenta ancora a decollare, rimanendo imbavagliata tra la necessità di un riconoscimento formale e il confronto con modelli tradizionali di consumo dell’informazione. Per non parlare della svogliatezza o della mancanza di lungimiranza degli addetti ai lavori.

Non mancano certamente spunti di valore che puntano sulla necessità di dar voce all’esigenza dei lettori di partecipare alla creazione dell’opinione pubblica. AgoraVox, CafeBabel, GlobalVoices sono solo alcune delle iniziative che dimostrano questo crescente interesse dei lettori verso una forma “attiva” di partecipazione all’informazione.

In molti si chiedono: chiunque può fare il giornalista?

Chiunque può esserlo a modo suo. Ma questa non è la prospettiva migliore da cui affrontare la questione. La possibilità di riportare notizie, filmati, aggiornamenti in tempo reale grazie all’utilizzo di strumenti sempre più efficaci, da Twitter, a YouTube ai blog, è un beneficio per l’intero processo informativo.

Se la sfida tra new media e old media si è risolta in favore di un’atteggiamento maturo che vede la necessità di meticciare i mezzi a disposizione, il prossimo passo da fare è quello di una integrazione delle risorse umane a disposizione. Non c’è nulla di più sbagliato nel pensare che la collaborazione tra le forze in campo, giornalisti amatoriali e giornalisti professionisti,  possa in qualche modo ledere la qualità dell’informazione.

Anzi, la partecipazione dei cittadini garantisce maggiore copertura territoriale ed un nuovo punto di vista. Rappresenta il valore aggiunto per fornire un servizio completo ed esaustivo. Sempre che dall’altra parte ci sia la competenza in grado di filtrare le voci del coro, la professionalità per verificarne l’attendibilità, l’umiltà, imprescindibile, per ascoltarle.

Integrazione, collaborazione, partecipazione. Il giornalismo del domani ruota attorno a questi concetti.

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