I timori di Google per la privacy nei media sociali

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Rischio privacy per gli utenti dei media sociali. L’espansione dei social network comprometterebbe la privacy degli utenti. I media sociali forniscono un falso senso di sicurezza in quanto le aspettative in termini di sicurezza non rispecchiano l’effettiva garanzia di anonimato.

E’ quanto emerge da un interessante studio dei ricercatori Google, (Under)mining privacy in social networks, per cui ci sarebbero tre macro aree in cui la privacy dei netizen sarebbe compromessa:

  • la mancanza di controllo sull’attività quotidiana, activity stream;
  • link indesiderati;
  • mancanza di anonimato causata dall’interazione dei social network.

Mancanza di Controllo

Per activity stream s’intende l’insieme di azioni con cui interagiamo in rete, aggiornamenti di stato, partecipazioni a cause, eventi, richieste d’amicizia etc…La mancanza di controllo su queste attività si sviluppa in due direzioni: l’utente potrebbe essere inconsapevole di quali attività vengono raccolte e mostrate (ad esempio con applicazioni come Facebook Beacon o coComment), l’utente potrebbe non essere consapevole dell’audience che partecipa e può vedere i suoi aggiornamenti (ad esempio con Google Reader).

Link Indesiderati

L’esempio palese è quello dei trackback. Link indesiderati in rete possono rivelare informazioni su un individuo che non si vuole siano accessibili.

Interazione tra Social Network

Probabilmente si tratta della questione più rilevante. E’ infatti possibile ottenere una grossa dote di informazioni personali attraverso l’analisi incrociata delle informazioni contenuti nei siti di social network.

Le soluzioni proposte dai ricercatori Google ruotano attorno alla richiesta di trasparenza delle applicazioni che dovrebbero garantire all’utente una maggiore consapevolezza d’uso. In particolar modo le applicazioni dovrebbero avvertire circa la creazione automatica degli eventi, quale bacino di utenti può accedere al materiale pubblicato, lasciare all’utente il controllo totale sul materiale pubblicato e la possibilità di rimuoverlo definitivamente, rendere esplicito il funzionamento del sistema.

Chi può accedere ai miei contenuti? Quali informazioni vengono utilizzate da terzi? Posso rimuovere tutte le informazioni pubblicate? E’ utopia chiedere un sistema che risponda ai modelli mentali degli utenti? O che semplicemente risponda a queste domande? C’è ancora molto lavoro da fare.

Per il momento chiunque frequenti i social network, Facebook, twitter, Anobii o condivida informazioni in rete, con Friendfeed, Google Reader o altro, dovrebbe fare attenzione alle informazioni pubblicate. Non è possibile aver un controllo su quello che si dice, su quello che si fa, sulle applicazioni a cui si accede o si partecipa. Ci sono diversi modi perchè il vostro presunto anonimato, o meglio l’attesa di un presunto anonimato, venga disattesa. Consapevolezza, per ora è l’unica difesa ad ogni deriva in attesa di tempi più “sicuri”.

Foto | Flickr

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