Segugi della conversazione

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Media sociali, quale rivoluzione? Nessuna, in fondo. Il merito dei social network è quello di aver riportato in auge la finalità per cui la rete stessa è nata: mettere in contatto le persone. Poco importa che a discutere siano ricercatori, universitari o gente comune.

Strumenti come Facebook o Twitter hanno riportato la conversazione al centro dell’attenzione,  facilitano il dialogo, la discussione, anche in modo futile. Ma in fondo sono tutti aspetti della socializzazione. Proprio la necessità di seguire la conversazione globale sta alla base dei progetti che portano all’ideazione di motori di ricerca specifici in grado di monitorare ciò di cui si parla.

A dicembre Twithority, motore di ricerca specifico per Twitter, ha dato vita ad un vivace dibattito tra i bloggers in quanto la possibilità di filtrare i risultati sia in base al ranking degli utenti (basato sul numero di followers) sia in base al tempo di pubblicazione sarebbe un elemento destabilizzante per la democrazia di uno strumento come Twitter. Il buzz ruoterebbe sempre ed esclusivamente intorno a pochi nodi.

Un altro strumento in fase di sviluppo, e che a mio modo di vedere potrebbe dare risultati notevoli, si chiama WhosTalkin? Si tratta di un motore di ricerca in grado di ottenere risposte trasversali, multi-piattaforma, da blog, social network e servizi di micro-blogging. WhosTalkin è un ottimo modo per capire di cosa si parla in rete e su quali argomenti ruota la conversazione. Sebbene non ci sia la possibilità di personalizzare le ricerche o salvarle è un progetto da tenere d’occhio.

Siamo un pò tutti segugi della conversazione. Curiosi, non morbosi. Aspettiamoci qualche novità anche da Google, ovviamente.

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