Twitter, voglio scrivere in prima persona

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Voglio scrivere in prima persona. E’ un pensiero che mi assilla da tempo. Da quando partecipo ai media sociali, da quando i miei followers mi indicano che è sbagliato pensare in prima persona e mi indirizzano verso un impersonale e condiviso ascolta, legge, pensa…Una terza persona che non mi calza.

Mi chiedo perchè? Non c’è una risposta, mi piace pensare che faccia figo, sia cool. O forse è semplicemente estetica del suono. La tendenza crea abitudine, diviene consuetudine, si evolve in prassi. Un punto su cui non ho mai cambiato idea è che la consuetudine non giustifica la continuazione, quantomeno non la impone. Trovo che sia alquanto squallido che la partecipazione e la condivisione di pensieri, interessi, idee in rete debba essere veicolata attraverso il proprio clone. Se inizialmente questo distacco non viene percepito, col tempo si arriva a pensare con gli occhi di un altro, una copia alla quale si da voce. La si osserva nella sua evoluzione, la si vede socializzare, discutere, quasi fosse un’estensione parallela della propria personalità. Una sorta di depersonalizzazione attenuata.

Luca rilegge la “Trilogia Nera” di Màlet, pensa che la politica d’Israele sia assolutamente da biasimare, ascolta i Radiohead, Luca è triste, Luca è felice e così via.

Che si tratti di un aggiornamento di stato su Facebook, di un tweet o quant’altro l’espressione forma, determina, indica, da senso al significato. Voglio farlo Io non che sia il mio simulacro.

Foto | Flickr

One thought on “Twitter, voglio scrivere in prima persona

  1. iloveusb

    Una mia Face-amica “combatte col mal di testa e la nausea post insonnia chiedendosi che senso abbia scrivere di sé in terza persona”. Dice il suo status. Credo che in terza persona dopo qualche anno si diventi più distaccati dalla vita e dalle cose. Forse sentirà meno il mal di testa e l’insonnia. Invece la seconda persona è sconsigliabile: scatena sensi di colpa da rimprovero. Penserà che il mal di testa e l’insonnia siano solo una conseguenza delle sue azioni e nulla più.

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