Facebook, questione di privacy. Ma non solo

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Anche se in ritardo, buon anno a tutti.

Il 2008 si è chiuso all’insegna dei social network ed era inevitabile iniziare l’anno nuovo con un post che trattasse l’argomento Facebook. Una questione rilevante, dibattuta dagli addetti ai lavori, ma spesso ignorata dagli utenti della rete meno informati.

Termini come data portability, privacy, data mining, permanenza, diritto all’oblio appaiono talmente lontani, incomprensibili da annullarne la pericolosità insita in un loro utilizzo scorretto da parte di terzi.

Tutto, ovviamente, ruota attorno alle informazioni personali, alle foto, ai video che riversiamo e condividiamo in rete.  Postare un messaggio un pò così significa esporsi in maniera inconsapevole allo sguardo indiscreto di occhi sconosciuti, può significare sentirsi nudi senza saperlo. La campagna “Posta con la testa” di Save The Children riassume la questione. Un uso consapevole della rete significa conoscerne le potenzialità per evitarne i pericoli.

Nel caso specifico, Facebook ha aperto le porte ad un uso ancora più inconsapevole della rete. Ma ci sono punti che bisogna conoscere dato che la tendenza comune è quella di utilizzare con leggerezza gli strumenti di condivisione sociali.

Permanenza: significa che una volta immesso in rete un messaggio diventa eterno, riproducibile, incontrollabile. Prima di postare una foto che ti ritrae in compagnia di indubbie bombe sexy, ubriaco in una piantagione di marijuana, pensa che qualcuno a te molto vicino possa arrivarci. Non tutti si rivelano amici fedeli. Cosa penserebbe il tuo capo?

Privacy: alcuni ci pensano, alcuni ci soffrono, alcuni potrebbero e dovrebbero preoccuparsene. Senza richiamare paure ed allucinazioni da Grande Fratello chiunque utilizza i media sociali dovrebbe sapere che le informazioni personali immesse (nome, cognome, interessi, orientamento etc…) vengono raccolte ed analizzate (data mining) per scopi pubblicitari, vendute o trasferite anche a terzi (data portability) oltre che per offrire servizi personalizzati.

Se questo non è al vertice delle vostre preoccupazioni quantomeno sarebbe una buona prassi dare uno sguardo alle Impostazioni sulla privacy di Facebook. Condividendo le Applicazioni, iscrivendovi ad una nuova Rete date il consenso a terzi, oltre che a tutti gli iscritti a quel sottogruppo, ad accedere al vostro profilo. Un esempio: se aderite alla Rete Italy, e non regolate le impostazioni sulla privacy, qualsiasi iscritto alla Rete Italy,1.242.968 al momento in cui scrivo, potrà accedere alle vostre foto, ai vostri contenuti. E tu che pensavi di aver ristretto l’accesso solo alla cerchia dei tuoi 50 amici. La domanda, a questo punto, si ripete: Quanto vuoi essere sociale?

Per ora mi fermo qui, a giorni affronteremo la questione sulla proprietà dei contenuti e sul diritto all’oblio. Buona Epifania.

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One thought on “Facebook, questione di privacy. Ma non solo

  1. Ciao Luca e Buon Anno.
    Mi fai pensare che anche il mio capo è su FB ma io mi guardo bene da richiedergli amicizia perché altrimenti scoprirebbe che mentre sono al lavoro posto messaggi.
    Per il resto fai bene a ricordare che ogni informazione personale, dal telefono alla mail al lavoro, può essere messa sotto privacy e resa visibile solo a chi vuoi tu.
    C’è da dire che ancora non mi è mai successo di ricevere messaggi di spamming nonostante la mia mail sia pubblica e questo mi ha sorpresa positivamente.
    Ricordo inoltre che per ogni album di foto postate si può decidere le impostazioni di privacy e decidere quindi a chi possono essere visibili le foto… così il pericolo di essere denunciato perché ti sei fumato maria diminuisce.
    Amo la rete per quello che permette di fare. Sempre con la coscienza di un uso consapevole.
    Ciao e buona Befana anche a te.

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