Riflessioni su Facebook

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Facebook è Internet? Per molti potrebbe essere un’esagerazione dettata dall’enturiasmo del momento. Per altri l’unica possibilità plausibile. Resta il fatto che il social network è diventato argomento d’interesse comune, fuori e dentro la rete. Fagocita l’attenzione e cambia le abitudini d’utilizzo della rete.

Secondo Appunti digitali Facebook avrebbe aggregato le possibilità della rete, riassumendo le potenzialità della rete in un solo luogo, l’eden virtuale per addetti e non.

D’altronde cosa c’è effettivamente fuori, che non c’è dentro a FB?

  • i blog? (ma FB ha le note)
  • la posta? (FB ha i messaggi diretti tra utenti)
  • twitter? (ha i messaggi di stato)
  • flickr? (ha le foto e gli album)
  • youtube? (su FB si possono caricare i video)
  • gli instant messenger? (c’è la chat testuale)
  • i gruppi usenet, o i forum? (i gruppi di Facebook)

Premettendo che l’esperienza con FB non possa che essere positiva, ritengo sia avventato azzardare paragoni. Esagerato per Facebook, riduttivo per la rete. Lo scarto sta proprio nel modo d’utilizzo del social network. Se per gli utenti avanzati è la riproposizione di cose già viste, una sorta di aggregatore dei servizi del web, per l’utente medio o il principiante, è un giardino incantato, chiuso verso l’esterno, che rischia di confondere le idee e distorcere le possibilità effettive della rete.

Questo il rischio, quello di rimanere ingabbiati in un circolo vizioso fatto di comunicazioni, poke, messaggi interpersonali e poco più. Più o meno lo stesso rischio per cui la blogosfera trova difficile uscire dall’autoreferenzialità ed addentrarsi nei problemi reali.

Personalmente penso che strumenti come Friendfeed, da questo punto di vista, possano funzionare come connettori tra le discussioni e l’informazione.

I contenuti: questa la chiave di svolta per il web. Ancora dobbiamo capirlo. O forse l’abbiamo semplicemente dimenticato. Per girare, rigirare la forchetta, finchè il pasto è caldo. Ma prima o poi l’entusiasmo passerà, e ne rimarrà solo un amaro ricordo. Le conversazioni necessitano di argomenti. Non dimentichiamolo. Ad ognuno il suo.

3 thoughts on “Riflessioni su Facebook

  1. IMHO per uscir fuori da questo circolo vizioso dell’autoreferenzialita’ (che in italia e’ piu’ estremo che altrove per perpetuati motivi storico-culturali) occorre smetterla di parlare di FB, blogosfera, internet come soggetti pensanti in se’, come fossero loro a manovrare noi e non viceversa – perfino il martello e il telefono sono strumenti ad alta tecnologia comunicativa, ma mica siamo stati a menarcela tanto… il punto era ed e’ usare al meglio qualsiasi strumento torna utile, per migliorare noi stessi, la societa’, (possibily) il mondo, senza farne alcuna apologia, ma anzi sbattendosi per creare e produrre quei contenuti, appunto, che sono chiave di svolta non solo per il web ma per la vita stessa!

  2. hai perfettamente ragione, ma ai perpetuati motivi storico-culturali, aggiungerei l’atavica diffidenza verso il progresso e l’innovazione, che ci fa vedere la novità come qualcosa di cui preoccuparsi e da temere più che da sfruttare.Un paese a maggioranza “apocalittica”. Ed è li che s’innesta il circolo vizioso, nel tentativo di renderla abitudinaria e più masticabile.

    E’ lo scarto temporale che ci divide da altri paesi, non solo in ambito tecnologico.

  3. Il fatto è che FB puo’ essere “degenerativo” e deleterio perché alle volte puo’ assumere la connotazione di grande fratello telematico…
    Detto ciò, se usato in modo ragionevole, senza accettare necessariamente tutte le amicizie (e bloccandone alcune quando se ne sente il bisogno) può’ essere un ottimo social network, una rete sociale e multimediale “definitiva”, come ha già detto qualcun altro.. Del resto, come hai scritto bene tu, c’è già tutto dentro (twtter, flicker, tricche e ballacche)..

    Bisogna però avere il senso della misura, star un po’ cauti in ciò che si scrive e usarlo a piccole dosi, previa dipendenza cronica 😉

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