McCain, YouTube e le virtù del fair use

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McCain scopre in ritardo le virtù del mash up e del fair use. Ed ora la campagna elettorale subisce le limitazioni delle regole volute dal Congresso. Il candidato alla Casa Bianca è diventato un fermo sostenitore del fair use, la clausola che permette la citazione non autorizzata di materiale protetto da copyright.

IL FATTO. YouTube rimuove alcuni videoclip pro-McCain in odore di violazione di copyright. I video incorporavano spezzoni televisivi di proprietà dei network televisivi, che ne hanno richiesto l’eliminazione sulla base delle direttive del Digital Millenium Copyright Act (DMCA).

LE PREMESSE. Nel 1998 il Senato USA votava all’unanimità il controverso Digital Millenium Copyright Act (DMCA), una legge sul copyright restrittiva delle libertà degli utenti. Legge approvata dallo stesso McCain.

LE CONSEGUENZE. I repubblicani hanno inviato una lettera di lamentele nei confronti di YouTube per la solerzia con cui i clip sono stati rimossi dalla popolare piattaforma di video-sharing. Secondo le regole l’utente, i cui video sono stati rimossi senza alcun valido motivo, può richiere la ri-pubblicazione del materiale. Non prima di 10-15 giorni. Tempi lunghi per una campagna elettorale che volge al termine.

LA CONCLUSIONE. YouTube segue le direttive della legge. Utenti e gruppi di difesa dei diritti digitali se la ridono. A McCain non resta che rinunciare ad una buona fetta di pubblicità online e riflettere sulle scelte passate e sui suoi consiglieri.

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