Blog, che senso hai?

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E dopo la crisi venne il silenzio ad inarcare le distanze. Ed una domanda, impellente, assillante, necessaria. Blog che senso hai? Ripetuta da chi avvertiva una minaccia (Zambardino e la blogosfera, ma non solo). Sospirata da chi a megafoni spianati, si faceva fautore di una nuova era dell’informazione.

Risultato: la crisi finanziara sta cambiando e cambierà le nostre abitudini. I media tradizionali non vanno oltre i titoli sensazionalistici e le rutilanti previsioni catastrofistiche. Una catena di trasmissione del panico che di certo non aiuta. Di contro la blogosfera tace, o come dice Massimo Russo, si limita ad una sterile ecolalia degli annunci dei media tradizionali. L’analisi critica, competente, lungimirante che gli addetti ai lavori (blogger) cercavano d’imporre a suon di annunci autoreferenziali, si è risolta in un vuoto di senso che lascia l’amarezza delle occasioni perdute.

Cosa lascia la blogosfera, ora. Narrazione, sterile cronaca dei fatti, nulla più. Ed una vena romantica, a volte addirittura lamentosa, su quello che sta accadendo. La blogosfera ha fallito. i media tradizionali, anche. Bisogna prenderne atto e ricostruire un “senso” che non ci appartiene, o che abbiamo semplicemente smarrito. Sempre che ci siano le competenze. Blogger, chi sei?

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