La Corea del Sud imbavaglia la rete

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La ragione ufficiale è quella di arginare le oscenità e proteggere i giovani dalla rete. Ma cosa c’è effettivamente dietro la decisione di una nuova regolamentazione dell’accesso ad internet? La proposta di legge del governo coreano prevede la registrazione obbligatoria della propria identità reale ed una equiparazione di blog e siti ai media tradizionali.

Il discutibile disegno di legge imporrà modifiche e misure restrittive sia per gli utenti che per i gestori. Per gli utenti di chat e forum sarà obbligatoria la registrazione della propria identità reale. I gestori di siti di pubblicazione di notizie saranno inoltre responsabili nei confronti della “Korean Communications Standards Commission“, un’istituzione governativa con funzione speciale di sospensione delle notizie ritenute false o diffamatorie.

I dubbi su un possibile carattere censorio del controllo legislativo della scrittura non sono infondati. Anzi. La sfida all’anonimato in nome della sicurezza dei ragazzi è il tentativo, poi non tanto celato, di mettere il bavaglio alle manifestazioni di dissenso. Seoul si propone inoltre di introdurre lezioni di netiquette e di etica informatica sin dall’istruzione elementare. Scelte operative che indubbiamente mirano ad una costruzione artificiale e forzata del consenso. Un Grande Fratello di orwelliana memoria.

Fonte | Guardian

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